
Moira Ricci è un’artista e fotografa italiana nata nel 1977 a Orbetello, nella Maremma toscana, una terra che segna in modo profondo tutto il suo immaginario: campagna, memoria, radici, leggende e paesaggi reali o interiori.
La sua arte nasce dal legame con questo luogo e dalla ricerca di identità attraverso il tempo, la memoria e la perdita.
Ha studiato fotografia e arti visive tra la Toscana e Milano (Accademia di Brera e CFP Bauer), dove ha imparato a fondere tecniche tradizionali e digitali, ma sempre mantenendo una sensibilità narrativa e poetica.
La sua ricerca prende forma dopo un evento personale molto doloroso: la morte della madre, nel 2004.
Da quel momento Moira inizia a interrogarsi su come si può conservare una presenza attraverso le immagini.
Questo dà vita al suo progetto più noto,
“20.12.53 – 10.08.04”,
che prende il nome dalle date di nascita e morte della madre.
In questa serie, Moira ricostruisce vecchie fotografie di famiglia e, grazie a un lavoro digitale minuzioso, si inserisce accanto alla madre nelle scene del passato — come se tornasse indietro nel tempo per proteggerla, parlarle o semplicemente esserle vicino.
È un gesto struggente ma lucido: non un tentativo di cancellare il dolore, bensì di renderlo visibile e condivisibile.
L’immagine diventa così un luogo di incontro tra realtà e desiderio.






Moira Ricci:
“Sì, ci sono cose che tengo per me: sono spesso quelle che mi fanno più felice e perciò non mi danno pensieri; oppure sono cose poco importanti, ma che un giorno potrebbero avere più peso”.