“Beyond the Trenches”

L’autore di questa fotografia si chiama Florian Bachmeier, ed è un fotografo documentarista di Tegernsee, Germania, specializzato nella narrazione visiva in Europa orientale.
La sua fotografia esplora temi quali la memoria storica, l’identità e la resilienza, catturando le complessità sociali e culturali dei suoi soggetti. Come parte del progetto intitolato Beyond the Trenches, vincitore nella categoria Singles
E’ stata scattata a Borshchivka, in Ucraina. La fotografia ritrae una bambina di nome Anhelina, 6 anni, la bambina è traumatizzata e soffre di attacchi di panico dopo aver dovuto fuggire dal suo villaggio, giace a letto nella sua nuova casa a Borshchivka, dove si è trasferita insieme alla nonna Larisa dopo essere fuggita da un villaggio vicino a Kupiansk, una zona vicino alla linea del fronte della guerra russa-ucraina. Mentre sua madre vive e lavora a Kharkiv, a circa un’ora di viaggio. Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, è soggetta a ripetuti attacchi con bombe plananti lanciate dagli aerei russi, ma rimane fuori dalla portata dell’artiglieria russa.
Le caratteristiche fotografiche sono:
SHUTTER SPEED: 1/200 ISO: 400 CAMERA: Canon EOS 5D Mark IV
Le uniche modifiche che secondo me sono state fatte, riguardano la color del file Raw, rendendo l’immagine con un tono più freddo, rappresentando la realtà e la crudeltà di una bimba che è esposta purtroppo, già a queste problematiche dell’ambiente in cui è nata.
Ho scelto questa fotografia perché mi ha colpita a primo impatto, unico soggetto, lei, una bambina, con una posa rigida, sguardo perso rivolto verso la finestra.
I dati riportano che i bambini hanno visto la morte o la sofferenza dei loro cari, hanno sofferto fisicamente e hanno affrontato lo sconvolgimento della loro vita familiare.
Quasi 10 milioni di ucraini, tra cui 1,4 milioni di bambini, sono a rischio di problemi di salute mentale a causa della guerra. Il Ministero dell’Istruzione e della Scienza ucraino ha dichiarato a Reuters che nei primi nove mesi del 2024 più di 50.000 bambini hanno cercato un aiuto professionale per problemi di salute mentale, tre volte di più rispetto al 2023.
I bambini possono sviluppare disturbi del linguaggio, avere incubi terribili o mostrare sintomi di malumore, difficoltà di concentrazione, irritabilità, ansia e paura. (fonti: World Press Photo)
“Women’s Bodies as Battlefields”
(30 novembre 2022)

Zayid (23 anni), mostra una cicatrice lasciata da un proiettile, ad Addis Abeba, in Etiopia.
Zayid è stata violentata in un campo profughi ad Amhara. Mentre fuggiva ad Addis Abeba con la sua famiglia, lei e sua sorella sono state colpite e ferite dai soldati di Amhara.
L’autrice di questa fotografia è Cinzia Canner, è una fotoreporter italiana specializzata in reportage sulla condizione umana, i cambiamenti sociali, le questioni di genere e l’immigrazione. Ha lavorato a lungo nel Corno d’Africa, dove ha fotografato la condizione delle donne da un punto di vista politico, sociale e culturale. Nel 2017, ha iniziato a documentare le esperienze delle donne eritree in fuga dal loro Paese e in cerca di rifugio in Etiopia. Negli ultimi anni, i giovani eritrei emigrarono in massa per sfuggire a un regime repressivo. Molte donne fermate alle frontiere sono state aggredite, violentate o colpite allo stomaco dalla polizia nazionale per impedire loro di avere figli.



E’ un progetto a lungo termine, formato da più immagini coerenti con il percorso che la fotografa ha fatto con queste donne, raccontandolo attraverso le fotografie.
Secondo me ognuna di queste sono state modificate solo per il bianco e nero, che secondo me non è solo una scelta estetica ma è una scelta narrativa e simbolica. Tutto si riduce a linee, texture, luce e ombra. Qui l’occhio si concentra sulle mani, sulla cicatrice, sulla pelle, che diventano l’unico linguaggio visivo possibile. È come se la fotografa dicesse: “Guarda solo questo. Non voltarti altrove”.
Dalle informazioni della fotografa non ci sono riferimenti su come è stata scattata la fotografia ma probabilmente per lo shutter speed, dato che l’immagine è nitida e priva di mosso da movimento, tra 1/60 e 1/250. Iso: il bianco e nero è pulito, senza rumore evidente, quindi potrebbe essere tra iso 200-800. Come camera direi Canon o Sony, il campo inquadrato e la prospettiva suggeriscono un obiettivo standard ad esempio 35-85 mm. (fonti: World Press Photo)
Ho scelto anche questo progetto per la rappresentazione di quanto ci sia tuttora uno stigma sociale sulle donne e di quello gli viene fatto perché ritenute inferiori. Ma il dolore che provano, come nella foto successiva rappresentata in questo progetto, trovano coraggio nonostante l’esperienza Trauma, le ragazze trovano forza e sostegno nelle loro esperienze condivise, promuovendo la resilienza, fiducia in se stesse, e forza collettiva.
